Flusso di (in)Coscienza

Una mente in digitale

Necessità oggettiva

Pubblicato da Turco su 26 Ottobre 2009

Torna la necessità (s)oggettiva di scrivere, necessità dettata dalla voglia di stare da solo, di comprendermi, di fare un lavoro introspettivo per crescere.
Sto in camera e ascolto i Tool che nell’ introspezione sono maestri; ragiono sulle insicurezze delle persone, sulle insicurezze dei ragazzi e sulle mie; sui falsi rapporti che genera la rete. Ero a prendere il caffè in cucina e sentivo il bisogno di tornare la pc per vedere se facebook aveva nuove notifiche.
Credo che l’insicurezza nasca in un’ impossibiità di vedere nell’altro noi stessi, niente di troppo complicato o filosofico, sto facendo un discorso quanto mai pragmatico; se non si è sicuri di quello che si è come facciamo ad esserlo degli altri? se non riusciamo a vederci nell’ rapporto con l’altro come possiamo guardare l’altro?

Non è solo un cattivo uso dei social network che genera ’st’ insicurezza, penso sia dovuto anche alla vita che uno conduce, non c’è mai il tempo di pensare a se stessi, di conoscersi, di amarsi e lasciarsi amare, i rapporti sono di plastica e sempre meno genuini stiamo finendo col condurre una vita da telefilm dove le persone non riescono a fidarsi l’una dell’altra e si vomitano addosso parole su parole senza cercare di entrare nell’ottica altrui.

Il prossimo è appunto mio prossimo, mi è vicino sopratutto spiritualmente, ha i miei stessi bisogni, di amare ed essere amato e riuscire a soddisfarli in maniera semplice veritiera è l’atto più coraggioso che qualcuno possa fare (è molto più facile infatti prendere a parolacce qualcuno che volergli bene).

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